Si voterà in un giorno soltanto, domenica 4 marzo dalle 7 alle 23.

 

Agli elettori verranno consegnate tre schede, quella rosa per la Camera, quella gialla per il Senato e quella verde per la Regione.

Mentre per le regionali il sistema elettorale è rimasto immutato rispetto al 2013, per le politiche è completamente cambiato con il nuovo sistema elettorale, il Rosatellum.

Sulle schede di Camera e Senato per ogni collegio saranno già scritti i candidati dei collegi uninominali e sotto sono riportati i simboli dei partiti che li sostengono con i 4 candidati per la parte proporzionale, anche questi già scritti.

Poco più di due terzi del migliaio di parlamentari saranno eletti con il sistema proporzionale, nei collegi plurinominali; poco più di un terzo con il sistema maggioritario, nei collegi uninominali.

Con il Rosatellum si traccia la croce sul nome del candidato nel collegio uninominale e automaticamente si vota anche la coalizione di partiti o per il partito che lo sostiene. Non è possibile, invece, il voto disgiunto, cioè votare il nome di un candidato all’uninominale e mettere la croce sul simbolo di un partito di un’altra coalizione, cioè non collegato a quel candidato dell’uninominale.

Così pure se si vota il simbolo di un partito nel proporzionale (a fianco del simbolo ci sono i nomi dei quattro candidati nel listino bloccato scritto a fianco; ma non si possono esprimere preferenze sui nomi), il voto automaticamente si trasferisce anche al candidato collegato dell’uninominale.

Sulla scheda si trova scritto il nome del candidato per la parte maggioritaria e sotto i simboli del partito o della coalizione che lo sostiene. Per la parte uninominale, sia per la Camera che per il Senato, vince chi prende un voto in più. I seggi per la parte proporzionale (collegi plurinominali) vengono invece assegnati, se un partito prende almeno il 3 per cento, con un complesso metodo su scala nazionale, regionale, locale e che tiene conto dei resti.

Per le regionali infine si vota scegliendo un candidato presidente. Si può inoltre votare per una lista a lui collegata oppure per una lista di un altro schieramento. In questo caso è ammesso infatti il voto disgiunto. È possibile infine esprimere all’interno della stessa lista due preferenze purché siano di uomo e di una donna. Diversamente sarà considerata valida solo la prima preferenza espressa.

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