La Regione Lombardia, nei giorni scorsi, ha anticipato una delle decisioni prese dal Governo in vista della Fase 2, emanando un’ordinanza in cui consente, a partire da mercoledì, ai Comuni della Regione di allestire il mercato all’aperto. L’ordinanza, però, prevede la presenza solo dei banchi di genere alimentare, la presenza di addetti che controllino che sia rispettato il distanziamento sociale, di transenne e l’utilizzo di mascherine e guanti.

Sono stati numerosi i sindaci, anche nel Bresciano, che hanno storto il naso di fronte a questa decisione, preferendo non approfittarne e mantenendo la sospensione dei mercati. Anche la Vallecamonica sembra essere compatta su questo fronte, come ci dice Alessandro Panteghini, sindaco di Breno, il cui mercato quindicinale è uno dei più grandi della Valle nonché uno dei più frequentati.

Le parole di Alessandro Panteghini, sindaco di Breno

“Oggi Attilio Cristini, vicesindaco di Darfo, ne parlerà con il prefetto”, ci ha raccontato il primo cittadino, “il punto è che è stato autorizzato il mercato all’aperto, ma solo per i generi alimentari, secondo una serie di prescrizioni: la presenza dei vigili, le transenne, la circoscrizione dell’area… E’ una spesa a carico del Comune, e non siamo neanche certi che questi ambulanti verrebbero”.

“In Vallecamonica”, ne è certo Panteghini, “non lo aprirà nessuno, forse un paio di Comuni stanno rivalutando la situazione. Non vale la pena aprirlo per due-tre banchetti alimentari, da noi le dimensioni sono ridotte. A Breno, poi, il mercato ora si trova non più nella posizione centrale di Piazza Ronchi: non credo convenga ai questi banchetti spostarsi da casa, guadagnano di più con le consegne a domicilio che stanno facendo”.  

La situazione di Breno, poi, è particolare: dall’inizio dei lavori nella centrale Piazza Ronchi (anch’essi sospesi causa emergenza sanitaria), gli ambulanti sono stati spostati in viale Tassara, poco distante dalla stazione ferroviaria. “Gli ambulanti avevano già lamentato la posizione defilata del mercato rispetto al passato”, rivela il sindaco, “e sarebbero voluti tornare in centro al paese. Visto che a maggio ci sarà un allentamento anche sui lavori pubblici, se riuscissimo a finire la piazza nel giro di poco, sicuramente rivaluteremo anche lo spostamento del mercato, ovviamente tenendo conto delle disposizioni sul distanziamento sociale. Cercheremo di dargli spazi più consoni per permettere di tornare a lavorare. Ma adesso che la misura è un po’ zoppa, riservata solo agli alimentari che potrebbero effettuare le consegne a domicilio, credo che causare questi spostamenti sia poco economico anche per loro”.

Panteghini conclude rimarcando la necessità di uscire il meno possibile: riaprire il mercati sarebbe un controsenso in questo caso: “già adesso rispetto a due settimane fa, con la ripresa di alcune attività, la gente esce di più, a casa restano gli anziani. Ripristinare il mercato vorrebbe dire far uscire anche loro, portandoli a rischio: non va bene. I problemi sono altri: si fa tornare al lavoro la gente, ma non si aprono gli asili, ed i bambini così vengono tenuti dai nonni, che sono la categoria più a rischio”.

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