A cinque anni dall’incidente avvenuto sulla linea Brescia-Iseo-Edolo a Rodengo Saiano, nel quale morì il 34enne di Iseo Nicola Franchini, l’accertamento processuale deve slittare ancora. Secondo il sostituto procuratore Carlo Pappalardo devono rispondere dell’omicidio colposo dell’operaio, morto il 22 ottobre del 2016: Antonio Verro e Marco Barra Caracciolo, rispettivamente consigliere delegato e direttore generale di Ferrovie Nord, oltre al macchinista Francesco Fusari e all’operaio Sperandio Barcellini.

I quattro sono responsabili a vario titolo dello schianto della motrice a bordo della quale vi erano la vittima e Fusaro contro un carro pianale. In particolare era in corso lo spostamento di un convoglio composto da un carro carico di traversine e binari, e da una motrice. Il carro venne sganciato, la motrice si portò più avanti; si mise però in movimento anche il carro schiantandosi contro la motrice. Nicola Franchini rimase ucciso in seguito al violento urto.

Davanti al gup sono comparsi i due operai: Sperandio Barcellini ha chiesto di patteggiare un anno e 8 mesi di reclusione pena sospesa e il pm Carlo Pappalardo ha dato il proprio assenso. Il sostituto ha chiesto il processo per Fusari, Verro e Barra Caracciolo. Il gup Gaia Sorrentino ha rimandato accusa e difesa al prossimo 11 febbraio per la discussione e le prime decisioni.

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