Tre morti in otto giorni nel Bresciano, undici da inizio anno. E’ il tragico bilancio degli incidenti sul lavoro che mettono non solo la Provincia di Brescia al centro di un dibattito che va avanti da tempo, ma anche tutta la Regione Lombardia, che detiene il triste primato di regione con il maggior numero di vittime sul posto di lavoro: 44 da inizio 2019.

Una situazione che coinvolge da vicino anche la Vallecamonica, colpita in due mesi, da tre lutti: il 24 giugno scorso Daniele Albertinelli di Darfo è morto mentre era al lavoro sulla A31; il 12 luglio Felice Cere fu vittima di un incidente alle Ferrerie Bellicini di Berzo Inferiore e sabato sera Amos Turla ha perso la vita schiacciato da due carrelli alla Dolomite Franchi di Marone.

Proprio qui i sindacati hanno proclamato uno sciopero che si conclude oggi, quando si riuniranno le Rappresentanze sindacali e gli operai in assemblea straordinaria.

“Non basta più stilare il solito documento”, ha detto Gabriele Calzaferri, segretario della Cgil Vallecamonica-Sebino. “Bisogna fare di più e passare all’azione”, gli fa eco Mario Bailo della Uil, “gli imprenditori devono smettere di pensare alla sicurezza come un costo”.

“Siamo convinti”, conclude Stefano Olivari della Fim Cisl, “che la soluzione debba essere ritrovata in un’azione di sistema, di rete tra corpi sociali, incentrata su formazione e prevenzione”.

[Foto da Giornale di Brescia]

Share This