Anche se con le dovute restrizioni, il Mortirolo domenica è tornato ad ospitare il raduno delle Fiamme Verdi per ricordare i caduti della libertà, i ribelli per amore che tra il febbraio e il maggio del 1945 combatterono su quelle montagne per opporsi al nazifascismo.

Fuori dalla chiesetta di San Giacomo si sono disposte, in maniera distanziata, le delegazioni di: Fiamme Verdi, Anpi, Anei, Agesci, alpini, fanti, carabinieri, autieri, bersaglieri e paracadutisti in congedo, oltre ai rappresentanti delle autorità locali: il presidente della Provincia Samuele Alghisi e i delegati di Comunità montana e dei Comuni della Valle. Mons. Tino Clementi, cappellano delle Fiamme Verdi, ha celebrato come ogni anno la messa, senza dimenticare i caduti di quelle battaglie.

Molto intenso l’intervento di Rosi Romelli, la più giovane partigiana d’Italia, che nel 1945, 75 anni fa, salì, appena quattordicenne, con il padre, il partigiano Bigio, e le Fiamme Verdi della Tito Speri in Mortirolo. Rosi ha voluto rivolgersi proprio ai 14enni di oggi: “Se indossando le mascherine sembra che vi manchi l’aria, pensate a quanto ci sembrava di soffocare nel 1945″ E ancora: “Ai 14enni di oggi dico: voi avete la fortuna di vivere in un tempo di libertà, ma ricordatevi che non è scontato. La libertà dovete conquistarla voi ogni giorno vivendo da cittadini onesti e coraggiosi”.

Rosi Romelli durante l’intervento

Suggestivo il canto Bella Ciao alla deposizione degli omaggi floreali ai caduti – Luigi Tosetti, Giuseppe Algieri, Luigi Calvi , Alessandro Danesi, Bortolo Fioletti, Mario Gazzoli, Ersilio Manciana, Giovanni Marconi – mentre il cielo sul Mortirolo si è riempito di nuvole grigie.

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