Le montagne camune dopo giorni di siccità e in diverse zone di vera e propria arsura, con ettari di bosco incendiati, stanno provando il sollievo di pioggia e neve.

Dopo la grande assenza di precipitazioni durante il periodo invernale la neve è ricomparsa proprio a inaugurare il mese primaverile per antonomasia. Dal primo giorno di aprile si è verificato infatti un cambiamento delle condizioni meteo. I fiocchi sono riusciti ad imbiancare le cime, ma sono comparsi in mattinata anche sul fondovalle.

L’azione di pioggia e neve sono state decisive per dichiarare chiusa l’emergenza incendi nei paesi di Sonico, Edolo, Vezza d’Oglio e Vione, alle prese da fine marzo con una serie di roghi che hanno incenerito almeno 400 ettari di bosco.

Ora si guarda al futuro, con la volontà di restituire la bellezza a quelle montagne sfregiate. Non appena sarà possibile si dovrà provvedere all’esbosco di tutti i materiali bruciati, per eliminare alberi pericolanti e arbusti rinsecchiti. In una seconda fase bisognerà pensare al rimboschimento, per far crescere la vegetazione in modo più veloce. Dato che è bruciato soprattutto bosco di abete rosso, che non ricresce, a differenza di quello ceduo, parte della vegetazione andrà ripiantata.

Per questo il settore foreste e bonifica della Comunità montana, guidato da Giambattista Sangalli, sta già pensando alla bonifica e alla ricostruzione del bosco e l’intenzione è quella di presentare le domande di partecipazione ai bandi di Regione Lombardia per il pronto intervento per le calamità forestali.

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