Niardo ricorda l’alluvione del 24 agosto 1987 come ogni anno, anche se stavolta le emozioni saranno più intense.

“Sono passati 35 anni ma il ricordo è ancora vivo e commosso in chi ha vissuto allora la calamità” riflette il parroco di Niardo e Braone, don Fabio Mottinelli, “Ma quest’anno è ancora più concreto alla luce di quanto successo pochi giorni fa, e questo rende di certo più immaginabile il fatto anche a chi allora non era presente” sottolinea don Fabio, che il 28 luglio ha ricevuto la telefonata di vicinanza di don Fausto Murachelli, oggi 80enne, che nel 1987 era un giovane parroco come lui a Niardo, e che si trovò a celebrare, con il paese nel fango, i funerali di due parrocchiani, Antonietta Sacristani e Giovanni Pandocchi, marito e moglie che l’esondazione del Cobello travolse fatalmente.

Ecco quindi che passato e presente si intrecciano nel paese della media Valle dove ancora si lavora per ricostruire e mettere in sicurezza gli alvei dei due torrenti, Re e Cobello, che nemmeno un mese fa hanno scaricato massi, tronchi e fango soprattutto nella zona del Crist, danneggiando abitazioni, negozi, strade e la ferrovia. La cosa che subito ha consolato tutti è stato il fatto che Niardo, miracolosamente, non avesse dovuto piangere altre vittime.

Il giorno dell’anniversario il ricordo si concentrerà in un momento preciso: alle 19:54, esattamente quando i torrenti esondarono 35 anni fa, il campanone della chiesa di Niardo suonerà i rintocchi a lutto. A seguire, alle 20:00, sarà celebrata una messa nel piazzale delle scuole elementari, alla quale seguirà una preghiera al cimitero, sulla tomba delle due vittime A organizzare le cerimonia sono la parrocchia di San Maurizio e il Comune e certamente la comunità non mancherà di partecipare.

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