Dopo l’impresa sull’Himalaya dell’autunno scorso, Leo Gheza, 30enne di Esine membro del Club Alpino Italiano Accademico, torna a far parlare di sé. Partito ad inizio dell’estate per andare in Pakistan, a fine luglio insieme alle guide alpine Alessandro Baù e Francesco Ratti ha firmato l’impresa di aprire una nuova via tracciata sulla catena montuosa del Karakorum.

I tre, non senza qualche difficoltà, sono riusciti ad aprire una via sulla parete dell’Uli Biaho Spire, montagna che arriva a 5.620 metri di altezza. La via che hanno tracciato -e che hanno nominato “Refrigerator Off-Width”- non era mai stata affrontata prima d’ora: percorre il diedro che solca il centro della parete est, sviluppandosi per 510 metri e difficoltà sostenute.

Il trio hanno effettuato un primo tentativo il 17 luglio, fermandosi due giorni dopo per scarsità di materiale a loro disposizione. Il 20 luglio la ripartenza, il giorno successivo l’arrivo al campo; il 23 luglio la conquista della cima, che inserisce il camuno Gheza tra i protagonisti di una delle realizzazioni alpinistiche di maggiore rilievo di quest’anno.

[Foto di Ettore Zorzini]

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