Ha strangolato la madre, ai piedi del divano; poi l’ha vegliata per ore. E’ questa l’agghiacciante versione fornita agli inquirenti da Vincenzo Capano, il 25enne che giovedì sera ha ucciso la madre Francesca Mesiano, 52 anni, nell’appartamento in cui vivevano in situazione di grave disagio psichico ed economico, messo a loro disposizione dal Comune ed a due passi dal Municipio.

Il giovane ha confessato che giovedì, intorno alle ore 17:30, dopo l’ennesima lite con la madre le ha messo le mani al collo e l’ha uccisa. Quindi, è rimasto a vegliare la madre per qualche ora, prima di recarsi, intorno alle 20:30, dai carabinieri di Breno per chiedere aiuto. L’autopsia effettuata sul corpo della donna conferma quanto raccontato da Capano, che ora si trova in carcere a Canton Mombello: lunedì mattina previsto l’interrogatorio di convalida del provvedimento davanti al gip, dove il 25enne potrebbe fornire ulteriori dettagli su quanto accaduto, soprattutto sul movente che l’ha spinto a compiere il gesto, ora ancora ignoto.

Quel che è certo è che a Breno si sapeva delle difficili condizioni in cui i due vivevano: la donna, affetta da alcuni problemi psichici, riceveva un’indennità, con cui madre e figlio tiravano avanti; il ragazzo, disoccupato, era in attesa del reddito di cittadinanza ed aveva rifiutato un impiego con un percorso protetto. Per questo ricevevano aiuto dai brenesi, come alcune spese pagate, dei pacchi alimentari o qualche soldo.

Francesca Mesiano aveva un’altra figlia, che vive a Lovere con il compagno, da cui ha avuto una bambina; il marito vive nel Milanese dopo essere stato in carcere per reati legati al traffico di droga. Il magistrato ha firmato il nullaosta per i funerali della donna, di cui si sta occupando la sorella.

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