L’incidente di sabato scorso sulla Statale 42, in cui ha perso la vita un motociclista 47enne di Parre, ha riacceso la polemica sui nuovi guard-rail posizionati da Anas.

 

A ribadire il proprio scetticismo di fronte alle nuove barriere è, ancora una volta, Sandro Farisoglio, sindaco di Breno, che con una lettera ad aprile aveva denunciato il rischio che la statale potesse essere declassata con conseguente riduzione della velocità consentita. Una lettera che spinse Annunziato Vardè, Prefetto di Brescia, a sospendere la posa di ulteriori guard-rail.

Ora, però, un nuovo capitolo vede scendere il sindaco nuovamente in campo. Nei giorni scorsi, infatti, l’Anas ha risposto alla lettera di Farisoglio, sostenendo che la posa delle barriere è assolutamente corretta. Farisoglio ha così deciso di replicare, con una serie di controdeduzioni: innanzitutto, il sindaco si chiede come mai Anas abbia deciso di posizionare delle barriere che tutelino ‘solo’ una categoria debole come quella dei motociclisti, a scapito di tutte le altre.

Farisoglio, inoltre, contesta il fatto secondo cui per Anas la riduzione della banchina sia poco significativa, perchè non percorribile dalle auto: ‘Se questi spazi non sono necessari, perchè sono sempre previsti?’, si chiede il sindaco, sostenendo che senza le banchine, se non fossero davvero utili, si potrebbero risparmiare dei soldi.

Tra le varie osservazioni avanzate anche quella per cui in alcuni pezzi del tratto i guard-rail non sono stati posati, il che andrebbe a contraddire l’affermazione di Anas secondo cui le barriere dovrebbero garantire maggiore sicurezza su tutta la strada. Soprattutto, però, Farisoglio avanza un’ipotesi: secondo lo studio di alcuni tecnici, quel tipo di guard-rail sarebbe stato pensato per il cavalcavia di Breno, idea poi non portata a termine perchè il manufatto non avrebbe retto. Da qui, l’idea di ‘riciclarli’ sulla Statale 42.

‘Continuo a ritenere l’intervento, oltre che privo di logica, non rispettoso della legge’, conclude Farisoglio, ‘per questo auspico una soluzione al più presto suggerendo le ipotesi già prospettate nella mia precedente lettera’. Ora si attende la replica dell’Anas.

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