È stato fissato per oggi l’interrogatorio di garanzia di Stefano Gelmi, l’ex sindaco di Malonno finito in carcere per una vicenda giudiziaria di presunti appalti truccati per un milione di euro.

Gelmi, assistito dall’avvocato Gianluigi Bezzi, verrà sentito dal giudice delle indagini preliminari Cesare Bonamartini che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, ai domiciliari per altre 5 persone e per altrettante con obbligo di firma.

Appalti truccati, turbativa d’asta e corruzione. Queste le accuse che il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani contesta all’ex sindaco di Malonno Stefano Gelmi, a 8 imprenditori della zona e a 2 dipendenti pubblici in servizio alla Centrale Unica di Committenza dell’Unione delle Alpi Orobie Bresciane.

L’ex primo cittadino – che è titolare di uno studio associato di geometri che ha partecipato a gare pubbliche ina altri Comuni della Vallecamonica e da qui il pericolo di reiterazione del reato – è in carcere a Canton Mombello.
Tre imprenditori di Malonno, Remo Fona, Rocco Mastaglia e Andrea Cattaneo sono ai domiciliari, così come i due dipendenti della Cuc, la Centrale Unica di Committenza dell’unione dei Comuni delle Alpi Orobie Bresciane, Giampaolo Albertoni e Morena Piloni, mentre gli altri cinque imprenditori hanno l’obbligo di firma.

Secondo l’accusa il sindaco Gelmi favoriva imprenditori amici comunicando loro in via riservata l’apertura del bando per l’aggiudicazione di appalti pubblici. A partecipare erano sempre gli stessi, che si accordavano anche sul ribasso minimo in modo da ottenere prezzi concorrenziali.

In particolare la lente della Procura è finita sulla riqualificazione energetica della sede del Comune di Malonno (420mila euro), quelli per la viabilità (242mila euro) e la ristrutturazione della biblioteca comunale (450mila euro).
Mossi da questa vicenda, i sindacati hanno firmato con la Provincia di Brescia e Associazione Comuni Bresciani un patto “per la legalità nel mondo dell’edilizia”, in modo che venga applicato il contratto di questo settore per tutte le opere pubbliche bresciane.

“Il vamping all’interno degli appalti porta all’agevolazione degli amici. Una mentalità che va superata per far lavorare tutti e non escludere nessuno” hanno ribadito i sindacati di categoria.

Share This