L’omicidio di Vincenzo Arrigo non è avvenuto per legittima difesa. Questa la conclusione a cui è giunto il Giudice per le indagini preliminari dopo aver sentito Bettino Puritani, il 53enne che dopo aver ucciso l’amico lunedì scorso ha confessato davanti ai carabinieri e dopo aver esaminato le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui è avvenuto l’omicidio.

Secondo il Gip Puritani, di fronte effettivamente ad un gesto di violenza compiuto da Arrigo –che dopo uno scatto d’ira a causa della mancata possibilità di fumare una sigaretta ha impugnato una roncola per aggredire l’amico- avrebbe potuto scappare ed allontanarsi dalla minaccia, cosa che non ha fatto.

Piuttosto, sostiene il Gip vedendo le immagini, Puritani avrebbe affrontato Arrigo, prendendolo per i capelli e strappandone una ciocca, riuscendo a disarmarlo e quindi a colpirlo a morte. Sulla base di ciò, il Gip ha deciso di respingere la richiesta di scarcerazione di Puritani, ora detenuto a Canton Mombello. In particolare, il giudice teme una reiterazione del reato: una decisione su cui, probabilmente, l’avvocato difensore di Puritani ricorrerà al Tribunale del Riesame.

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