Torna ad invocare la legittima difesa Bettino Puritani, il 53enne che la sera del 1° giugno scorso, ad Esine, ha ucciso l’amico Vincenzo Arrigo, che stava scontando i domiciliari a casa sua. Con un nuovo avvocato al suo fianco, Puritani davanti ai Giudici del Riesame continua a sostenere di avere agito per difendersi dall’amico che, come hanno testimoniato le telecamere di sicurezza nei paraggi di via Mazzini, dove è avvenuto l’omicidio, era stato il primo ad impugnare la roncola, arma del delitto.

Michela Borra, nuovo legale di Puritani, ha chiesto così che il suo assistito, ora in carcere a Canton Mombello, possa andare ai domiciliari, a casa di uno dei fratelli. Una richiesta che il giudice delle indagini preliminari aveva respinto, considerando il fatto che Puritani, di fronte all’aggressione di Arrigo, avrebbe potuto scappare invece di affrontarlo, sfilargli di mano la roncola ed ucciderlo.

A far vacillare la posizione di Puritani anche l’autopsia sul corpo della vittima: secondo un consulente del Pm, infatti, nella prima relazione autoptica risulterebbe che Arrigo sia stato strangolato. Il Tribunale del Riesame, ora, sta valutando la richiesta di domiciliari del nuovo legale di Puritani.

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