La versione fornita agli inquirenti non aveva mai convinto; così il gup, nella giornata di giovedì, ha accolto la richiesta del Pm e condannato Mohamed Mouhal, 37 anni, a 20 anni di carcere per l’omicidio volontario del fratello Hicham, a Rogno. I fatti erano avvenuti il 22 ottobre scorso nel loro appartamento di via Roma.

Secondo la versione dell’imputato, che da poco tempo aveva accolto il fratello 34enne in casa, quella sera rientrando aveva trovato Hicham mentre faceva le pulizie: tra i due, entrambi affetti da dipendenza da alcol e droga, sarebbe nata una lite dopo la rottura dello specchio di un armadio, culminata con un pugno sferrato da Mohamed al fratello.

Quindi, Mohamed sarebbe andato a letto ed avrebbe scoperto della morte di Hicham solo il mattino successivo, svegliato dal padre che abita lì vicino e preoccupato perché non riceveva risposte alle sue chiamate. La difesa aveva chiesto la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale: il gup, però, ha respinto la richiesta anche alla luce dell’autopsia sul corpo della vittima che ha rivelato numerosi traumi, compatibili con l’ipotesi che il 34enne sia stato colpito più volte e non solo una come sostiene l’imputato.

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