Era il 10 settembre scorso quando Vincenzo Capano, 25enne di Breno, uccise strangolandola la madre Francesca Mesiano. Da allora il giovane, dopo aver confessato l’omicidio ai carabinieri, si trova in carcere a Canton Mombello: mercoledì mattina, nel corso dell’incidente probatorio che si è tenuto in tribunale, il perito incaricato dal giudice delle indagini preliminari ha illustrato la situazione del ragazzo, che ha definito incapace di intendere e di volere.

Secondo la perizia sarebbe stata la schizofrenia di cui Capano sarebbe affetto a spingerlo quella sera a stringere con forza le mani intorno alla madre, con cui i rapporti erano tesi da tempo a causa della difficile situazione economica che i due stavano vivendo.

Per il perito, che ha illustrato le sue conclusioni alla presenza del sostituto procuratore e dell’avvocato del giovane, Capano andrebbe trasferito in una Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza, ma al momento non ci sono posti disponibili: per questo, deve restare in carcere.

La situazione di fragilità economica in cui madre e figlio versavano era nota a molti a Breno, dove la Mesiano spessa girava in cerca di qualche soldo ed aiuto per arrotondare la pensione di invalidità che riceveva e che permetteva a lei ed al figlio di tirare avanti.

Ora si attende la chiusura del fascicolo da parte dell’accusa ed il rinvio al giudizio: probabilmente il giudice, prendendo atto dell’incapacità di intendere e di volere del giovane, non procederà nei suoi confronti.

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