E’ stata confermata, nell’udienza di venerdì in Cassazione, la condanna a 16 anni a Tullio Laffranchi, colpevole di aver ucciso a coltellate a Niardo, il 17 aprile di tre anni fa, la moglie, l’insegnante Gloria Trematerra, e di aver ferito la figlia Alice.

 

L’omicidio avvenne mentre madre e figlia, da tempo uscite di casa e trasferitesi in una struttura protetta per allontanarsi dalla violenza dell’uomo, si erano recate nell’abitazione per prendere alcuni effetti personali. Qui avevano incontrato Laffranchi che, dopo l’ennesima lite, si scatenò su entrambe.

I giudici hanno confermato la capacità di intendere dell’uomo, tanto da costringerlo a passare, dopo i 16 anni in prigione, 3 anni in una struttura. Critico sulla sentenza Francesco, figlio della coppia e fratello di Alice, che già nei mesi scorsi  considerò assurdo il mancato riconoscimento da parte della pubblica accusa della premeditazione.

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