Comincerà giovedì prossimo il processo davanti alla Corte d’Assise per l’omicidio di Laura Ziliani da parte delle figlie Silvia e Paola Zani e di Mirto Milani. Gli atti dell’inchiesta, in questi giorni che anticipano il processo, stanno svelando numerosi e inquietanti retroscena sull’omicidio, confessati da quello che gli inquirenti ha definito “trio criminale” e che solo nel maggio scorso -otto mesi dopo l’ingresso in carcere- ha confessato.

Tra gli atti, emergono in particolare alcuni dettagli: il primo è che le figlie della vittima avrebbero pensato a compiere l’omicidio per paura che Ziliani si volesse liberare di loro. Per farlo, insieme a Milani, già due anni prima dell’8 maggio 2021 (giorno in cui fu denunciata la scomparsa della donna), avrebbero iniziato a pensare a come agire, prendendo spunto da alcune serie televisive e da alcune nozioni in esse contenute circa i veleni.

Una volta pianificati i dettagli, i tre hanno deciso di passare all’azione in occasione della Festa della Mamma: per far vedere la loro intenzione di festeggiare, Silvia e Paola avevano preparato anche una torta a forma di vaso di fiori, da cui erano avanzati alcuni muffin.

Proprio in questi Milani ha iniettato con una siringa le benzodiazepine prima dell’arrivo di Ziliani a Temù. La sera del 7 maggio il trio si sarebbe preparato vestendosi con maniche lunghe per evitare graffi, indossando doppi guanti e cuffie: quindi hanno proceduto con l’omicidio.

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