Nonostante le difficoltà dei mesi scorsi, anche quest’anno la Comunità Montana di Vallecamonica ha voluto premiare i migliori orti alpini, con la sesta edizione del premio, i cui riconoscimenti sono stati consegnati a Cimbergo nei giorni scorsi. In calo i partecipanti di questa edizione: solo diciassette.

I motivi ormai sono noti: il lockdown della primavera scorsa ha reso difficile seguire le coltivazioni, raggiungere gli appezzamenti e gli approvvigionamenti ed ha anche un po’ demoralizzato gli hobbisti che in tempi normali dedicano tempo e passione ai loro orti.

Ad ogni modo, sono stati assegnati cinque premi ex-aequo a Giacomo Mario Polonioli di Cimbergo, Alessandro Narcisi di Pontedilegno, Livio Pasinetti di Saviore dell’Adamello, Antonio Surpi di Niardo e Francesco Pezzoni di Malegno. Assegnate anche alcune menzioni speciali: per la partecipazione a Luigi Plona di Corteno Golgi, vincitore della prima edizione; per l’orto in villa ad Anna Goggi di Breno; per l’orto delle erbe sapienti/buone a Serena Gelfi di Ossimo Superiore; per l’orto mediterraneo a Silvano Arrigoni di Piancogno, vincitore della scorsa edizione; l’ultima menzione speciale è infine andata a Monia Tiberti di Valle di Saviore.

“Questi piccoli appezzamenti hanno un ruolo positivo anche in chiave di sostentamento delle comunità”, ha commentato Massimo Maugeri, assessore al Parco dell’Adamello, “quest’anno l’orto ha assunto una valenza terapeutica. Molti partecipanti hanno sottolineato il ruolo chiave del loro orto nell’alleviare le tensioni del lockdown: per questo il premio è anche l’occasione per ringraziare i cittadini che, nonostante le difficoltà, si sono comunque impegnati a valorizzare il territorio, generando un valore aggiunto per l’intera comunità”.

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