Asst Valcamonica non ha rispettato l’accordo, sottoscritto già a inizio 2020, per il pagamento delle progressioni economiche orizzontali alla quasi totalità dei dipendenti già nella busta paga di novembre. Con questa motivazione il personale dell’ospedale di Esine, da ieri, è in stato di agitazione.

In forma unitaria i sindacati in Cgil, Cisl, Uil e NurisingUp, con le Rsu aziendali si sono rivolti al prefetto di Brescia perché inviti l’azienda ad applicare l’accordo. I sindacati spiegano che a oltre dieci mesi dalla sottoscrizione solo il 13 novembre l’Asst ha comunicato che non è in grado di procedere col pagamento dei passaggi di fascia, perché gli organismi di controllo interno, solo da alcuni giorni, hanno chiesto chiarimenti sui contenuti. “Una situazione inaccettabile, che lede la dignità degli operatori che assistono con impegno i cittadini e combattono in prima linea contro la pandemia” affermano le parti sociali.

I fondi sono però disponibili e Asst è intenzionata a mantenere la promessa. Più che altro il problema sarebbe tecnico-normativo: i revisori dei conti hanno sollevato dei rilievi di non facile soluzione. In attesa di decisioni concrete, i rappresentanti della categoria già da mercoledì mattina hanno distribuito in ospedale volantini in cui descrivono la situazione, proclamando lo stato di agitazione.

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