Una panchina rossa carica di significato, quella posizionata a Borno nei giorni scorsi. Si trova infatti nel punto in cui, a Paline, vennero rinvenuti i sacchi contenenti i resti di Carol Maltesi, 26enne uccisa dal suo vicino di casa Davide Fontana a Rescaldina, alle porte di Milano.

Un delitto atroce, che portò suo malgrado la Vallecamonica al centro delle cronache nere di tutt’Italia. L’assassino scelse quel luogo quasi casualmente, dopo aver tenuto i resti della sua vittima in un freezer per almeno due mesi.

Durante l’interrogatorio ha raccontato di aver pensato a Borno per disfarsi del corpo perché conosceva la zona per averla frequentata da giovane. L’aveva raggiunta il 20 marzo, con l’auto intestata a Carol, gettando tra le sterpaglie sotto alla strada che da Paline porta in Val di Scalve i sacchi con all’interno i pezzi del corpo della donna ancora congelati.

“Panchina a ricordo di Carol Maltesi e per tutte le donne vittime di violenza. Tu che leggi recita una preghiera“, è la scritta riportata sul manufatto. Nel giorno in cui è stata posizionata nella chiesa di Sant’Anna di Paline è stata celebrata una Messa in memoria della ragazza, madre di un bimbo di 6 anni.

Intanto la salma di Carol Maltesi è stata restituita ai familiari e lunedì 6 giugno alle 10:30 nell’abbazia di Sesto Calende, in provincia di Varese, potrà finalmente essere celebrato il funerale.

Quanto all’assassino, si trova in carcere per l’omicidio volontario e la Procura di Busto Arsizio, che procede per competenza, sta portando a termine l’indagine.

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