Sono cambiate le accuse e diminuite le pene nel processo d’appello contro la banda delle truffe con base in Vallecamonica.

 

Il gruppo, guidato da Maurizio Baiguini, 61enne di Angolo Terme, aveva messo in atto una serie di inganni ai danni di numerose vittime in tutto il Bresciano ed anche fuori Regione, fino a truffare anche i volontari di Cascina Clarabella ad Iseo, da cui avevano comprato 1.200 bottiglie di vino con assegni falsi.

Nel processo d’appello che si è tenuto venerdì, i giudici hanno cancellato l’accusa di associazione a delinquere, diminuendo il carico delle pene dei vari imputati. Per Baiguini, ad esempio, la pena è diventata di sei anni e sei mesi contro i sette ottenuti in primo grado; la sua fidanzata Anca Susci, rumena residente a Pian Camuno, passa invece da due anni e dieci mesi a due anni, mentre Carlo Girelli da cinque anni passa a quattro anni e sette mesi. Per Tino Consoli, veterinario di Bergamo che aveva sostituito dei microchip in alcuni cani comprati con assegni falsi, la pena di un anno ed otto mesi resta invece invariata.

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