In Lombardia riprendono le immissioni di coregone lavarello, trota iridea, trota fario atlantica, trota fario mediterranea, temolo e salmerino alpino. Una deroga tanto attesa quanto apprezzata, quella annunciata nei giorni scorsi agli allevatori e ai pescatori lombardi.

Il Ministero della Transizione ecologica non ha cambiato idea sul divieto di semina per le specie non autoctone, che aveva annunciato a fine 2021. Ma Regione Lombardia, grazie all’emendamento alla finanziaria, presentato dal senatore Simone Bossi, ha sbloccato la situazione in attesa del tavolo tecnico nazionale. Proseguirà il lavoro di confronto con Ispra e con il ministero per fare in modo che venga riconosciuta la definitiva possibilità di immettere specie che, pur non essendo autoctone come afferma la legge, sono presenti in Lombardia da molto tempo.

“Il coregone lavarello e la trota – spiega l’assessore ad Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi – rappresentano per la Lombardia un indotto economico di diversi milioni di euro. Pesca, ristorazione, commercio, turismo. Tutti settori che avrebbero risentito in maniera pesante di un ulteriore blocco delle immissioni. In attesa di una scelta definitiva del ministero, che arriverà al termine di un lungo percorso istituzionale, abbiamo dato al nostro territorio la risposta più adeguata”.

Nel frattempo si cercherà di dimostrare con studi e documenti la compatibilità di queste specie giudicate non facenti parte originariamente della fauna indigena italiana, nonostante l’attività di ripopolamento sia in corso dall’inizio del Novecento, anche nelle acque dei laghi e dei fiumi lombardi

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