Ha dell’incredibile la vicenda arrivata alla ribalta in queste ore e che vede protagonista una famiglia musulmana di origine macedone e residente a Pisogne. La madre, 45enne malata da tempo, è venuta a mancare il 18 marzo scorso: il marito ed i due figli hanno così avviato la procedura per portare la salma nel suo Paese di origine, ma le misure in corso per il contenimento della pandemia hanno bloccato le operazioni di espatrio.

La famiglia ha scelto quindi la sepoltura in zona, ma a Pisogne non esiste, nel cimitero, una zona riservata ai musulmani; l’unico spazio in tal senso si trova a Brescia. Qui, però, la sepoltura è un’esclusiva solo dei residenti. La famiglia della donna, in questi giorni, si è trovata così a doversi districare tra i cavilli della burocrazia ed i restringimenti di queste settimane tenendo la salma della donna in casa, in una bara zincata.

In questo momento di grande lutto per la nostra Italia esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alle famiglie delle…

Pubblicato da UCOII – Unione delle Comunità Islamiche d'Italia su Venerdì 20 marzo 2020

Appreso della situazione, Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, ha lanciato un appello pubblico affinchè la situazione, che sembra riguardare anche altre famiglie musulmane, si risolvesse. Grazie all’impegno di Federico Laini, sindaco di Pisogne, e di Giovanni Bettoni, assessore alla Cultura, alla salma è stata trovata una collocazione provvisoria in un loculo del cimitero del paese.

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