L’Alta Vallecamonica saluta uno dei suoi personaggi più noti, che ha trascorso tutta la sua vita ad immortalare i paesaggi camuni e non solo. Domenica è infatti venuto a mancare Giuseppe Veclani, noto a tutti come Pino, fotografo che ha trasformato la sua passione in un lavoro.

Nato nel 1945 a Pontedilegno, Pino Veclani fin da piccolo è rimasto affascinato dagli strumenti del mestiere del padre Emilio, che un anno dopo la sua nascita aveva aperto uno studio fotografico, tutt’ora attivo nel Comune.

Così, dopo aver frequentato il Collegio San Giorgio a Brescia, a dodici anni ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della fotografia, aiutando il padre nel suo laboratorio. I suoi studi hanno quindi assecondato questa passione: Veclani si diplomò in Fotografia all’Istituto Cesare Correnti di Milano, dove ha anche rivestito il ruolo di docente di Tecnica Fotografica.

Pochi anni dopo, conseguì anche il diploma in Ottica. Tornato a Pontedilegno, ha rilevato lo studio fotografico del padre che, mantenendo la sua gestione familiare, è diventato uno dei punti di riferimento dell’Alta Valle. Veclani, nel corso della sua vita, ha collaborato anche con alcune testate giornalistiche nazionali e con le sue foto ha testimoniato alcuni degli eventi più importanti del suo territorio: tra questi, il trampolino gigante da cui si sono esibiti gli atleti europei con i loro salti, il passaggio del Giro d’Italia sul Passo Gavia e la presenza di Papa Giovanni Paolo II sul Pian di Neve dell’Adamello, nel 1989.

Se il suo volume “Terre Alte”, pubblicato nel 2004, ottiene una seconda edizione un anno dopo, fuori dai confini camuni Veclani si è fatto conoscere grazie a delle mostre con alcune sue immagini che gli sono valse la Qualificazione Italiana Professionale ed il riconoscimento Qep (dei Fotografi Europei Qualificati). Veclani lascia Marilena Messori, sposata nel 1971, e di quattro figli Elena, Nadia, Paolo ed Anna.

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