Coloro che nel fine settimana appena trascorso hanno deciso di uscire dal proprio Comune e raggiungere le località in alta montagna o sul lago d’Iseo, avranno avuto l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo a quando la pandemia era ancora lontana.

Le immagini giunte da località come Pontedilegno ed Iseo sono emblematiche: vie affollate, seconde case aperte, hotel (quelli che sono riusciti a riaprire) occupati e bar e ristoranti costretti a fare i turni per garantire un tavolo a tutti. Una situazione quasi da pre-pandemia, se non fosse stato per la presenza costante delle mascherine, dei plateatici occupati dai tavolini per assicurare il giusto distanziamento e le altre regole che tutti conosciamo.

Anche il traffico, evidentemente, ne ha risentito: la Statale 42 ha visto code in salita che non vedeva da tempo, così come sulla Provinciale 510 e sulla litoranea sebina le macchine sono avanzate a velocità ridotta. Afflusso di gente anche sui battelli da e per Monte Isola, complice la bella giornata di sole di domenica e la ricorrenza di San Valentino.

Il Bresciano, comunque, non può abbassare la guardia: la settimana scorsa ha visto un aumento di casi (dovuti soprattutto alla maggiore diffusione della variante inglese del virus), fino a superare la soglia dei 250 ogni 100mila abitanti; inoltre, secondo l’Università di Brescia l’Rt della nostra provincia si aggirerebbe intorno all’1.20. Numeri che mettono a rischio la zona gialla dopo sole due settimane.

[Immagine di repertorio]

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