Diagnosticare il prima possibile i casi di Covid tra gli accessi in Pronto Soccorso. Con questo intento all’Ospedale di Esine un gruppo di medici ha individuato un profilo di esame del sangue e delle urine che consente di inquadrare rapidamente, molto prima di conoscere l’esito del tampone, la presenza del virus nell’organismo.

Un’intuizione che ha permesso, in una situazione di emergenza come quella che si era venuta a creare anche nel presidio camuno, di valutare i parametri già in Pronto Soccorso, quando i tamponi scarseggiavano ed era necessario limitare al massimo il contagio. Lo studio è stato portato avanti dal primario del laboratorio di analisi Graziella Bonetti e dal primario del Pronto Soccorso Filippo Manelli (nella foto), tra marzo e aprile scorsi, su un campione di pazienti in triage. Le èquipe camune erano in contatto costante con l’ospedale di Lodi e l’Università di Verona.

“Un’intuizione tutta camuna” ha precisato il direttore dell’Asst Maurizio Galavotti con orgoglio, sottolineando che si tratta di un primato in Europa. La ricerca prosegue, per dimostrare che gli esami di laboratorio forniscono risposte di diagnosi precoce che completano i dati forniti dal tampone.

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