Un rito che si rinnova da più di dieci anni, tra tradizione e sperimentazione: se all’inizio il recupero delle bottiglie di Spumante camuno Metodo Classico Nautilus Crustorico dalle acque del lago d’Iseo attirava soprattutto gli addetti ai lavori, ora sono numerosi anche i semplici curiosi che vogliono assistere ad un’operazione più unica che rara.

Così, sabato mattina, nelle acque del Sebino antistante Peschiera Maraglio di Monte Isola, sono state riportate alla luce le bottiglie dell’annata 2019, lasciate per trentasei mesi al buio, in fondo al lago, con una temperatura e pressione costanti.

Il vino è interamente prodotto in Vallecamonica, con uve autoctone provenienti dai vigneti della località Ruk di Cividate Camuno. L’idea di “inabissare” il proprio vino è venuta anni fa ad Alex Belinghieri, titolare dell’azienda Agricola Vallecamonica: individuato il luogo ideale, un fondale alto ma vicino alla riva e poco frequentato dalle barche, si è proceduto al posizionamento delle prime bottiglie.

Si è notato che le particolari condizioni a cui il vino viene sottoposto gli conferiscono particolari caratteristiche, rendendolo unico nel suo genere. Così, ogni anno, si ripete il rito del recupero delle bottiglie delle annate passate e della posa di nuove.

Una giornata che, come detto, nel corso degli anni è diventata occasione di ritrovo e anche di festa per celebrare l’inizio della stagione estiva, con tanto, ovviamente, di degustazione finale dello spumante appena riemerso.

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