“Con orgoglio presento la giunta regionale, composta da persone che apprezzo”.

Così il neo-presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha presentato giovedì al Belvedere di Palazzo Lombardia la nuova squadra di assessori, sottosegretari e consiglieri.

Attilio Fontana ha scelto 16 assessori (contro i 14 di Maroni). Tre le conferme: Claudia Terzi, che dall’Ambiente va ai Trasporti, Fabrizio Sala – vicepresidente con delega a Ricerca, innovazione e internazionalizzazione – e Giulio Gallera riconfermato al Welfare, con la Lega che chiude otto a quattro.

Due posti a Fratelli d’Italia: oltre a Lara Magoni, che rinuncia al Senato per occuparsi di Turismo e marketing territoriale, il decano Riccardo De Corato alla Sicurezza. Un posto ai centristi, con Raffaele Cattaneo all’Ambiente, e uno alla lista Fontana, che vede assegnato l’assessorato ad Autonomia e cultura a Stefano Bruno Galli.

Cinque le donne, col rebus delle quote rosa che ha tenuto banco fino all’ultimo. Oltre a Terzi e Magoni, entrano le leghiste Silvia Piani (Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità) e Martina Cambiaghi (Sport e giovani), a sorpresa come la scrittrice Melania Rizzoli (Istruzione, formazione e lavoro) per Forza Italia.

Completano la lista i leghisti bresciani Davide Caparini (Bilancio e semplificazione) e Fabio Rolfi (Agricoltura e alimentazione) e il forzista Mattinzoli (Sviluppo economico). E ancora: Massimo Sertori (Enti locali, montagna e piccoli comuni), Stefano Bolognini (Politiche sociali e abitative), Pietro Foroni (Territorio e Protezione civile), tutti in quota Lega.

La prima riunione della giunta regionale è già stata convocata per mercoledì 4 aprile.

Nel frattempo arrivano le critiche, unanimi, dalle opposizioni. Pd e Cinque Stelle non hanno mancato di dire la loro. Per Giorgio Gori, ex candidato del centrosinistra e avversario di Fontana, si tratta del «poltronificio del centrodestra, costruito tutto intorno a logiche di partito, addirittura a partire da faide interne agli stessi partiti». In totale «venti poltrone, due in più di Maroni, e solo pochissime tracce di competenza, oltre che pochissime donne. È la prova della debolezza di Fontana di fronte all’invadenza dei partiti della sua maggioranza, a partire dalla Lega».

L’altro avversario di Fontana alle elezioni, Dario Violi, del Movimento 5 Stelle, attacca: «Quella di Fontana è una nuova Giunta che nasce vecchia, con il solito sistema di spartizione tra partiti. Altro che competenza e merito, per soddisfarli tutti avrà ben 16 assessori, due più di Maroni, un record di poltrone che farà lievitare i costi della politica lombarda». Per Violi «partono male i Trasporti, con l’ex assessore all’Ambiente, per un ufficio che avrebbe bisogno di una gestione tecnica visto lo stato d’emergenza in cui versa il trasporto pubblico lombardo. Invece di puntare su di un curriculum con esperienza esclusiva sul tema, come richiesto anche dai pendolari, si nomina l’ennesimo politico». 

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