“Regione Lombardia non è fuori legge e la ministra Fedeli si sbaglia. Nessun bambino non vaccinato potrà frequentare le nostre scuole e nessuna proroga è stata concessa per la presentazione della documentazione”.

E ancora. “Agiamo nel pieno rispetto della legge. Abbiamo solo predisposto un percorso che, attraverso una ragionevole e sistematica interpretazione della norma, aiuterà a raggiungere l’obiettivo. Una norma che ha come finalità quella di far vaccinare i bambini, non di applicare sanzioni o escluderli da scuola”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo Lombardia dopo che la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli aveva definito la decisione del Pirellone di concedere una proroga al termine del 10 settembre per consegnare la certificazione vaccinale, un atto fuori legge.

La questione riguarda solo i bambini che dovrebbero frequentare nidi e scuole dell’infanzia.

“La legge – ha spiegato l’assessore – introduce il percorso formale di recupero dell’adempimento, vale a dire  incontri approfonditi e personalizzati con specialisti dei Centri vaccinali, per sciogliere dubbi e resistenze e compiere una valutazione approfondita delle condizioni sanitarie dei bambini.

“Regione Lombardia – ha aggiunto -, nella delibera che sarà approvata lunedì dalla Giunta, ha deciso di ricontemplare questo percorso, dando la possibilità ai genitori inadempienti, in tempi anche più brevi di quelli previsti in regime ordinario, di mettersi in regola, altrimenti il bambino non può frequentare”.

“Il problema è non fermarsi alla mera forma, ma ottenere il risultato della sostanza, che è quello di vaccinare i bambini”, ha aggiunto Gallera. “Escludere un bambino, il cui genitore il 10 settembre non presenta la documentazione, magari per una distrazione o un impedimento o perché ha bisogno di ottenere più informazioni, è un errore enorme, perché avremo un bambino non vaccinato. Consentire, invece, che le famiglie comprendano l’importanza delle vaccinazioni e si convincano che somministrarle ai propri figli sia la scelta giusta, significa raggiungere l’obiettivo della legge”.

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