La Guardia costiera ausiliaria del Sebino dà la caccia alle reti killer posizionate dai pescatori di frodo nelle acque del lago d’Iseo.

Con l’aiuto dei sub sono state recuperate 13 reti da pesca abusive, due in territorio bresciano, 11 nelle acque bergamasche.

Ma non è finita: in seguito a una segnalazione, alcune settimane fa ne è stata recuperata un’altra, direttamente dalla Polizia provinciale, nella zona antistante il Porto commerciale di Sale Marasino.

L’attenzione per le reti killer si è acuita dopo la morte, nel 2015, di Lorenzo Canini, sommozzatore 39enne di Ponteranica, annegato nelle acque del Sebino durante un’immersione: rimase intrappolato in una rete e non riuscì più a riemergere. Da quel momento la Guardia costiera ausiliaria, di stanza a Sarnico, ha allertato tutti i gruppi sub del lago d’Iseo.

Il protocollo prevede che dapprima vengano allertate le Polizie provinciali competenti per territorio, quindi avvisati i sommozzatori delle associazioni sebine affinché non si avvicinino al luogo del ritrovamento. Le reti vengono rinvenute e portate a galla dai sommozzatori, mentre la Polizia pensa allo smaltimento.

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