Giovedì in Tribunale a Brescia è stata pronunciata la sentenza di primo grado del processo, celebrato con rito abbreviato, scaturito dall’inchiesta “Rifiuti Due” dei carabinieri del Ros condotta dal sostituto procuratore di Brescia Sandro Raimondi, che portò nel 2016 a sei arresti tra Sabbio Chiese e Rogno.

Tutti assolti, solo una pena di 8 mesi al titolare Maurizio Visinoni per l’illecita gestione. L’azienda Cgs, società di trasporti del gruppo Visinoni, e tutti i veicoli a essa intestati, dissequestrati a poco più di due anni dall’avvio delle indagini. I difensori degli imprenditori di Rogno hanno scelto il rito abbreviato. Erano accusati di associazione a delinquere con l’ipotesi di traffico illecito di rifuti. Secondo il pm Sandro Raimondi, le due aziende di Visinoni, insieme alle altre due imprese di Sabbio Chiese e con la complicità di una società di certificazione ambientale di Rogno e quella di tre dipendenti di due acciaierie bresciane, invece che trattare correttamente le scorie, le stoccavano nei propri capannoni e poi le miscelavano nel rottame senza trattarle reimmettendole illegalmente nel ciclo siderurgico.

In carcere era finito Roberto Montini, dipendente dell’omonimo gruppo bresciano, mentre per il figlio Nicolas erano stati disposti gli arresti domiciliari così come per Maurizio Visinoni di Rogno, titolare del gruppo bergamasco. Tutti erano stati poi rimessi in libertà in seguito ai ricorsi presentati dagli avvocati.

Il processo è stato celebrato dal giudice Luca Tringali ma già il tribunale del Riesame si era espresso sostenendo che mancassero i gravi indizi di colpevolezza sia sull’associazione per delinquere sia sul traffico illecito di rifiuti. Anche il pubblico ministero Mauro Leo Tenaglia, che ha ereditato l’inchiesta, aveva chiesto al giudice di derubricare il reato iniziale in gestione non autorizzata.

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