“Sono stati 5 anni faticosi ma pieni di soddisfazioni”.

Così Roberto Maroni, governatore uscente della Lombardia che ha deciso per motivi personali di non ricandidarsi, nel tracciare il bilancio di fine mandato.

Maroni ha riunito a Palazzo Lombardia i principali stakeholder della Regione per tracciare un bilancio della legislatura che sta per finire. Dall’insediamento della giunta, nel 2013, all’Expo 2015, passando per la firma del patto per la Lombardia con l’allora premier Renzi (2016), fino al referendum autonomista del 22 ottobre scorso: le principali tappe del governo Maroni ricordate ieri, oltre alla riforma sanitaria regionale.

Maroni ha detto di lasciare il Pirellone senza rimpianti ma convinto di aver fatto bene. E ha annunciato che chiuderà il suo mandato con la firma del patto per l’autonomia mercoledì prossimo a Palazzo Chigi. .L’intesa nasce dalla trattativa portata avanti con il governo centrale da Lombardia e Veneto (dopo i referendum autonomisti del 22 ottobre scorso) insieme all’Emilia-Romagna. In base all’articolo 116 della Costituzione, il testo per entrare in vigore dovrà poi essere recepito in una legge nazionale approvata a maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere.

Nel congedarsi Maroni ha detto: “Chiunque arriverà dopo di me saprà portare avanti questa eccellenza, anche se non sarà facile”. Nessuna rivelazione, invece, sul suo futuro: “Politica sì, ma non avrò nessun incarico istituzionale”.

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