A due mesi dal rogo che ha interessato la Valcart di Rogno, è ancora in vigore il divieto da parte del Comune, di consumare frutta e verdura coltivata sul territorio.

 

L’incendio, sviluppatosi il giorno di Pasqua, colpì mille tonnellate di materiale considerato ‘materia prima secondaria’ da rivendere: immediate le preoccupazioni sugli effetti del rogo e delle sostanze rilasciate in acqua e nell’aria. Se in quest’ultima il livello di sostanze tossiche è diminuito già il giorno successivo al rogo, nell’acqua erano stati trovati idrocarburi, come dimostrò anche la macchia comparsa sul lago d’Iseo poche ore dopo le operazioni di spegnimento.

Per quanto riguarda il suolo, il 7 giugno scorso l’Ats della Montagna ha riunito il tavolo tecnico per avviare un monitoraggio sulla verdura a foglia larga ed il foraggio, i cui risultati dovrebbero essere noti a breve. A quel punto, il Comune potrà dare una risposta ai suoi abitanti che chiedono con insistenza quando potranno tornare a consumare la loro verdura.

La Valcart, intanto, ha lentamente ripreso le attività: insieme alla Provincia di Bergamo, l’Ats e l’Arpa ha condiviso un piano di riparazione danni che ha permesso all’azienda di non chiudere mai, salvaguardando i posti di lavoro dei suoi operai, anche se per tornare a pieno regime ci vorrà ancora qualche mese.

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