Tra le strutture più colpite in questi tre mesi di emergenza, le Rsa sono quelle che hanno pagato il prezzo più caro. Solo in Vallecamonica i casi positivi di Covid-19 all’interno delle Rsa ammonta a 360 (dati aggiornati al 5 giugno), numerosissime le vittime che si trovavano al loro interno.

Ora, con la riapertura imminente di queste strutture a nuovi ospiti –lunedì è prevista l’approvazione in Giunta regionale- le case di riposo camune devono fare i conti con un buco economico da un milione di euro. A tanto ammonta la cifra che le Rsa del nostro territorio dovranno sostenere, ma che da sole non riusciranno a raggiungere.

Per questo, in loro aiuto, la Comunità Montana sta elaborando una proposta, che sembra trovare d’accordo tutti i sindaci camuni. L’idea è quella di auto-tassare tutti e 41 i Comuni della Valle sui fondi che il Ministero ha già in parte fatto arrivare per i contributi sul sostegno economico-sociale a conseguenza dell’epidemia.

Nello specifico la proposta di Alessandro Bonomelli, presidente dell’ente comprensoriale, prevede che i 14 Comuni in cui si trovano le altrettante case di riposo della Valle versino una cifra pari al 15% di quanto ricevuto, mentre gli altri Comuni il 10%.

Un’idea, come detto, che piace a tutti, anche se c’è chi (come Carlo Sacristani, sindaco di Niardo) propone che l’importo da versare sia uguale per tutti i Comuni, dal momento che gli ospiti delle residenze arrivano da tutta la Valle. La cifra che si raccoglierebbe sarebbe di 800mila euro. Per arrivare al milione e coprire così il buco causato dal Covid-19 ci penserebbe Vallecamonica Servizi, con un bonus energia da 200mila euro da applicare a tutte le strutture.

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