Le strutture residenziali e semiresidenziali possono riaprire in totale sicurezza. L’ha dichiarato ieri al termine dei lavori della Giunta a Palazzo Lombardia l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

La delibera approvata, oltre a riaprire in Lombardia le residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e le residenze sanitarie per disabili (Rsd), ha disciplinato anche le attività di neuropsichiatria e di sostegno alle dipendenze, anch’esse alla ripartenza dopo la chiusura a seguito dell’emergenza da Coronavirus.

Nelle scorse settimane, le Agenzie per la tutela della salute (Ats) della Lombardia hanno disposto l’esecuzione di tamponi a tappeto per ospiti e operatori in servizio, con l’isolamento o il ricovero all’occorrenza dei casi positivi. Previsti inoltre test sierologici e tamponi per i nuovi accessi.

Entrando nel merito della delibera, per garantire la massima sicurezza ad ospiti ed operatori, sono previste azioni molto rigide. Innanzitutto le visite nelle residenze sanitarie saranno consentite solo in situazioni di particolari necessità e dovranno essere concordate e autorizzate dal gestore. Le nuove procedure prevedono poi un’accurata verifica preliminare per escludere qualsiasi minimo sospetto della presenza di Covid-19. La delibera regionale disciplina anche percorsi di formazione specifica per gli operatori, screening e controlli accurati delle loro condizioni di salute, con il divieto di accesso alla struttura in caso di sintomatologia riferibile al Covid. Lo stesso vale per i fornitori di servizi o di prestazioni.

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