Ciò che l’essere umano non è riuscito a completare è stato sistemato dalla natura. Nello specifico, dall’ecosistema del lago d’Iseo che, complici i due mesi di stop ad imbarcazioni di pescatori e di motonavi, si è naturalmente popolato di uova di luccio.

Solitamente, ad occuparsi della popolazione artificiale di questa pregiata specie di pesce è l’incubatoio di Clusane d’Iseo, che però aveva fermato la propria attività a fine febbraio, dopo la campagna del coregone, a causa dell’emergenza Coronavirus.

Gli addetti ai lavori hanno ripreso a lavorare due mesi dopo, saltando l’operazione di popolamento del luccio. La deposizione delle uova è comunque avvenuta, in modo del tutto naturale, come hanno constatato alcuni pescatori apneisti, negli erbai e nei canneti.

L’incubatoio, quindi, ora può dedicarsi ad altre varietà, come il cavedano, la tinca e, per la prima volta, la scardola. L’attività della struttura di Clusane d’Iseo serve ad aiutare l’ecosistema del lago, ma anche i pescatori ed i ristoratori dei Comuni che si affasciano sul lago d’Iseo.

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