Realizzare prodotti in segale con un cereale cresciuto in Vallecamonica, senza fare più affidamento quindi sul prodotto d’importazione e favorendo una filiera locale che negli ultimi anni è stata via via messa da parte. La sfida arriva da Malonno, per l’esattezza dalla Forneria Salvetti, attiva dal 1885: per ottenere pane, biscotti e non solo, rigorosamente a base di segale, il titolare Armando Salvetti ha dato il via ad un progetto che coinvolge anche altri paesi della Vallecamonica e con un obiettivo ben preciso.

“Da più di dieci anni collaboriamo con coltivatori locali di segale”, ci ha detto lo stesso Salvetti presentandoci il progetto, “l’anno scorso, parlando con Dario Bonfanti della Roncadizza Lumaghera, gli ho chiesto se fosse possibile produrre in Valle tutta la quantità di segale che utilizziamo in laboratorio durante l’anno. Abbiamo fatto quattro calcoli ed abbiamo capito che si poteva fare”.

Armando Salvetti ci spiega il suo progetto di produrre utilizzando solo segale camuna

Salvetti non nasconde che sia “una sfida”, ma anche “un sogno partito da mio padre, che da anni spinge sulla materia prima locale, in particolare la segale”. L’obiettivo è quello di utilizzare solo segale camuna nella produzione dei propri prodotti.

“Ci sono anche altri contadini a Malonno, come Valentino Bronzini, che sta contribuendo a questa idea, facendo nascere nuove collaborazioni”. Un’idea che, spera Salvetti, possa ispirarne altre: “E’ un modo per creare una filiera corta in Vallecamonica, per creare redditi secondari per le famiglie, ma anche delle ottime opportunità per i giovani e dimostrare ai turisti che arrivano in Vallecamonica che ciò che stanno mangiando è locale”.

Che cos’è la segale? 😊ségale (o ségala) s. f. [lat. sēcăle o sēcāle]. – Erba annua delle graminacee (Secale cereale),…

Pubblicato da Salvetti – Forneria Pasticceria su Giovedì 2 luglio 2020

Il sogno di Salvetti è di dare il via ad una filiera corta che riguardi non solo la segale, ma anche altri cereali: “Ci sono cereali che potrebbero essere sfruttati, come il farro ed il grano saraceno, ma anche le castagne: la sua farina locale è una materia prima estremamente importante. Il turista potrebbe vedere non solo i castagneti, ma sapere anche dell’esistenza di numerosi prodotti a base della farina di castagne. Bisognerebbe fare ricerca e dare il via ad una collaborazione tra agricoltori e trasformatori per riuscire a capire quali materia prime potrebbero essere coltivate in Vallecamonica. E, ripeto, deve essere un’opportunità per i giovani”.

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