Dopo il via libera della commissione Bilancio, il consiglio regionale ha approvato mercoledì una modifica al pacchetto di norme generali che consentirà di creare un proprio Bacino d’ambito ottimale nelle aree montane, e dunque anche in Vallecamonica.

Le condizioni per accedere all’autonomia sono che sia garantita l’efficienza e l’economicità della gestione, che venga redatta un’analisi costi-benefici nel rigoroso rispetto della normativa europea e con il benestare dell’Ato da cui si affrancherà il nuovo organismo.

La sostenibilità finanziaria della secessione è certificata per la Valle dallo studio di fattibilità affidato dalla Siv, Servizi idrici di Vallecamonica, quasi due anni fa all’Università Bocconi secondo il quale il territorio camuno sarebbe in grado di gestire acquedotti e depuratori, con tariffe quasi dimezzate rispetto a quelle applicate dagli altri Ato, potendo contare sui fondi garantiti dalle utenze e fonti di approvvigionamento idrico di alta qualità che non necessitano di costosi trattamenti di depurazione.

Per raggiungere però il bacino di 75 mila abitanti – altro requisito fissato dalla norma – sarà necessario aggregare altri Comuni attualmente fuori dal circuito della Siv. Ma sarà una vera e propria rivoluzione rispetto all’impianto regionale esistente che potrà portare alla nascita di un ATO camuno.

A sostenere le istanze di autonomia sono stati gli assessori regionali Davide Caparini e Pietro Foroni ed il consigliere camuno Francesco Ghiroldi, promotori della modifica normativa. Anche la Lega di Vallecamonica ha fatto la propria parte e commenta: “Per la Vallecamonica è una sfida che potremo vincere, anche grazie alla posizione di tanti sindaci che hanno resistito, anche in sede giudiziaria, al conferimento del proprio patrimonio idrico all’ATO provinciale. Gestire acquedotti e fognature, darà al nostro territorio una grande responsabilità, in termini di investimenti necessari per rendere efficiente il servizio, ma anche sul controllo delle tariffe a carico dei cittadini”.

“Avere una gestione nostra, inoltre, permetterà di far crescere delle professionalità locali e avere delle prospettive di lavoro per i nostri giovani. Questa legge, si abbina a quella licenziata in regione due anni fa sulle risorse idroelettriche che garantisce ricadute sui territori” ricorda la Lega.

L’approvazione è il primo importante passaggio a cui successivamente la Giunta dovrà dare l’approvazione definitiva, ad inizio 2022.

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