I sacrifici che gli italiani si preparano a dover vivere durante le festività sono acuiti nelle piccole comunità all’interno dei paesi di montagna. Qui, vietare gli spostamenti tra i Comuni nei giorni del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio (come previsto dall’ultimo Dpcm) diventa ancora più pesante: proprio per questo, il Cts aveva proposto al Governo di inserire una serie di deroghe valevoli per i piccoli Comuni, consiglio che però non è stato seguito.

“Credo sia importante fare un distinguo per i Comuni Montani”, ha detto Samuele Alghisi, presidente della Provincia di Brescia, “non è la stessa cosa consentire lo spostamento dentro una città metropolitana rispetto ad un piccolo Comune montano”. Alghisi è convinto che “sull’asta di una valle lo spostamento debba essere consentito. I Comuni montani non possono essere equiparati a realtà ben più complesse ed articolate”.

Dello stesso parere l’Unione degli enti montani, ma per ora non sono previste deroghe a riguardo; piuttosto, il Governo dovrebbe far avere una lista di situazioni considerate di necessità o urgenza in cui sarà consentito lo spostamenti tra i Comuni anche nei giorni di festa.

Pierluigi Mottinelli, segretario del Pd di Vallecamonica, torna invece sulla possibilità di applicare le restrizioni, anche dopo le feste, su base territoriale e non regionale, richiesta che già il mese scorso avevano avanzato i sindaci bresciani: “sarebbe l’ora di leggere il territorio con le sue specificità”, dice Mottinelli, per cui è necessario “dare risposte diverse in base a problemi diversi”.

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