Il 28 agosto scorso, mentre dalla Val Rabbia una colata detritica di circa 300mila metri cubi di materiali si scaricava arrivando quasi a toccare la Statale 42, anche il Vallaro, a Stadolina di Vione, faceva sentire la sua furia. I danni si sono registrati nella località Val Paghera, a 1.600 metri di quota, e nella parte bassa della frazione, vicino al punto in cui sfocia l’Oglio.

Il risultato fu l’evacuazione di alcune cascine di Paghera e di una decina di persone, compresi alcuni campeggiatori inglesi. Se già la notte seguente all’esondazione alcuni lavori messi in campo dal Comune hanno permesso di far rientrare l’Oglio nel suo alveo, successivamente si è proceduto alla rimozione di massi, tronchi e ghiaia.

Grazie ai lavori di pronto intervento finanziati dallo Ster, inoltre, in meno di un mese è stato ripulito l’alveo a Paghera e nella parte terminale dell’asta del torrente; quindi è stata realizzata una doppia scogliera a protezione della case di Vallaro, che dovrebbe deviare un’eventuale nuova colata ed indirizzarla verso i prati. Una situazione che si spera possa interrompere la sequenza di danni causati dal torrente che, a sentire i più anziani di Stadolina, torna a far sentire la sua forza in media ogni 15/20 anni.

[Foto da Bresciaoggi]

Share This