Gli 11 siti Unesco della Lombardia protagonisti sul ‘National Geographic’. La rivista, pubblicata in moltissimi Paesi del mondo e tradotta in oltre 30 lingue, conta circa 50 milioni di lettori al mese e la settimana scorsa ha dedicato spazio alle bellezze lombarde riconosciute Patrimonio mondiale. Tra queste spicca il sito n. 94, “Arte Rupestre della Valle Camonica”, che tra l’altro fu il primo sito Unesco d’Italia, nel 1979.

Nell’articolo l’esplorazione inizia con Mantova e Sabbioneta, per proseguire con Cremona e il Museo del Violino, Milano con il Cenacolo di Leonardo da Vinci e quindi il ‘Villaggio operaio’ di Crespi d’Adda. In provincia di Varese con i fossili di Monte San Giorgio, il Sacro Monte, le Palafitte del lago e l’insediamento longobardo di Castelseprio (riconoscimento condiviso con ‘Brescia – Santa Giulia’); per finire con la ferrovia retica del Bernina e le mura veneziane di Bergamo. Senza tralasciare, appunto, le rocce camune.

“Quello del National Geographic è un invito a intraprendere un viaggio alla scoperta delle meraviglie culturali della Lombardia – commenta l’assessore regionale ad Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli – Un patrimonio che, oltre le undici realtà raccontate dalla rivista, complessivamente annovera ben 18 riconoscimenti Unesco, tra patrimonio materiale e immateriale, uomo e biosfera e città creative”.

Qui il link all’articolo: https://www.nationalgeographic.co.uk/travel/2021/04/an-inside-guide-to-lombardys-unesco-wonders

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