In seguito al vertice online tra amministratori locali, Provincia di Bergamo e geologi, e considerato il persistente movimento della frana che dal monte Saresano rischia di far scivolare a valle due milioni e 100 mila metri cubi di materiale, martedì è stato stabilito che non ci sono ancora le condizioni per aprire la strada rivierasca di Tavernola e nemmeno la provinciale che collega Vigolo e Parzanica.

Le mire ottiche hanno mostrato un avanzamento medio di 4,1 millimetri nelle ultime ore, e le fessure nella strada provinciale 78 tra Vigolo e Parzanica negli ultimi due giorni si sono allargate di un altro millimetro, e in alcuni punti di cinque. Seppur rallentato rispetto a tre settimane fa, quando si registravano spostamenti di 25 millimetri al giorno, il movimento franoso non è fermo e non si può consentire il transito con il costante rischio di crollo.

Se la viabilità interessa più che altro la sponda bergamasca, a tenere con il fiato sospeso Montisola, Iseo e tutti gli altri comuni rivieraschi bresciani è il possibile “effetto tsunami” della frana. I ricercatori dell’Università di Bologna, entro la fine della settimana, consegneranno dall’Autorità di bacino dei laghi di Iseo Endine e Moro lo studio commissionatogli, relativo all’impatto sull’acqua, la velocità di spostamento e la direzione dell’onda se e quando le centinaia di metri cubi di materiale (la stima della Bicocca è di 600mc) finiranno nel Sebino. Si pensa di regolare l’altezza delle acque del lago d’Iseo, mentre si sta perfezionando il piano di emergenza ed evacuazione dei paesi più a rischi, sirene d’allarme comprese.

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