Nel novembre 2017 l’azienda proprietaria del cementificio di Tavernola ha ottenuto dalla Provincia l’autorizzazione a sperimentare l’impiego di tale combustibile, non più considerato rifiuto.

 

Sperimentazione che non è stata ancora avviata e che comunque registra la contrarietà del Comune che ha presentato ricorso al Tar e che ha indetto per il 20 maggio un referendum.

A sostegno della battaglia sui combustibili alternativi che Comune e cittadini stanno facendo ormai da trent’anni sono scese in campo diverse associazioni e comitati ambientalisti, che domenica, con un flash mob di cartelli e striscioni, si sono radunati a Tavernola.

Oltre centocinquanta le persone che hanno partecipato alla manifestazione.

Il presidente di Legambiente Alto e Basso Sebino e Val Cavallina Dario Balotta ha chiesto che la Regione si esprima sulle reali prospettive del territorio, convinto che non possa essere che quella del turismo, considerati i grossi investimenti pubblici effettuati in questi anni. Gli esponenti di Legambiente hanno avanzato la proposta di chiudere il cementificio e di trasformarlo in una struttura dedicata al turismo.

Sul futuro del cementificio e sui posti di lavoro connessi i cittadini di Tavernola si esprimeranno in un referendum consultivo voluto dall’Amministrazione il prossimo 20 maggio. Le ragioni saranno illustrate dal sindaco Filippo Colosio nell’assemblea pubblica che si terrà giovedì alle 20,45 in oratorio. Incontro a cui è stata invitata a partecipare anche la nuova proprietà del cementificio, Italcementi.

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