Se siete andati a vedere il documentario su The Floating Piers, potreste aver notato qualche incongruenza.

Il film di Andrey Paounov, uscito nelle sale nelle settimane scorse, ha documentato il lavoro che ha portato Christo a realizzare l’opera galleggiante sul lago d’Iseo tre anni fa, percorsa da un milione e 200mila persone. Secondo Paola Pezzotti e Fiorello Turla, rispettivamente sindaco di Sulzano e di Monte Isola, però, il film non ha raccontato tutta la verità.

Secondo i due primi cittadini, infatti, la pellicola tende a denigrare le amministrazioni comunali, colpevoli di aver creato non pochi disagi durante le due settimane di apertura dell’opera, ed ad esaltare, invece, la figura dell’artista, che oltre a definire spesso “incapaci” ed “incompetenti” gli amministratori ne esce come un eroe a cui tocca risolvere sempre la situazione.

Per i due sindaci, però, le cose sono andate diversamente. “A mio avviso andò tutto benissimo, tanto che io personalmente lo rifarei”, ha detto al Giornale di Brescia la Pezzotti, che ha “l’impressione che fosse tutto premeditato: le telecamere arrivavano quando c’era qualcosa che non andava”.

Turla, invece, sostiene che “All’epoca era stato Christo a volere più gente possibile per fare il botto, mentre noi amministratori eravamo preoccupati per la sicurezza. Dal film emerge il contrario. Io so che dopo due giorni emisi l’ordinanza perché il ponte fosse chiuso la notte, limitando gli accessi per consentire la pulizia e il riposo su Monte Isola”. Quale sia la verità, resta il successo di un’operazione che ha portato il Sebino alla ribalta in tutto il mondo.

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