Sono tre le persone finite in manette, raggiunte da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, per la rapina ai danni di due imprenditori camuni messa a segno il 3 novembre scorso sull’autostrada A2 nella regione austriaca della Carinzia.

Si tratta di Mario e Massimiliano Perretta, fratelli di origine palermitana ma da anni residenti tra Brescia e Castenedolo, e di Salvatore Esposito, residente a Mazzano ma con attività e interessi a Bratislava.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Gianluca Grippo e che ha potuto contare sulla collaborazione della polizia austriaca, quel giorno Mario e Massimiliano hanno raggiunto l’autogrill Worther See, sulla A2, a pochi chilometri da Villach, e hanno atteso l’arrivo dell’Audi A4 dei due imprenditori.

Avevano infatti saputo dal loro basista, Esposito, che i due avevano appena effettuato consistenti prelievi di contanti tra Vienna e la Slovacchia.

Davanti a decine di testimoni i fratelli hanno estratto le pistole, colpito le loro vittime con il calcio della pistola e preso le loro valigie.

Alla polizia austriaca, e anche alla Mobile anche i malviventi hanno detto che all’interno c’erano solo vestiti ma nella vettura sono state trovate le ricevute di prelievi effettuati poche ore prima.

A loro volta i due imprenditori camuni di Esine e Rogno rapinati in Austria, denunciando l’agguato, hanno omesso di aver prelevato da istituti di credito di Bratislava circa un milione di euro.

Si legge infatti nell’ordinanza che i contanti erano “probabilmente correlati ad attività finanziarie poco trasparenti e per tale motivo taciute alla polizia giudiziaria”.

Le vittime della rapina erano state scelte perché “soggetti verosimilmente coinvolti in attività potenzialmente idonee a scoraggiare una denuncia” scrive ancora il gip Luca Tringali nell’ordinanza di custodia cautelare.

Quei soldi sono tutt’ora introvabili.

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