“Preoccupati sì, ma non spaventati”: con queste parole mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, si è voluto rivolgere ai fedeli, in una lettera in cui dispone anche tutte le misure necessarie intraprese dalle parrocchie di città e provincia a seguire dell’ordinanza regionale per evitare un’ulteriore diffusione del Coronavirus.

“Il momento che stiamo vivendo ci vede giustamente preoccupati”, scrive il vescovo, che però aggiunge anche che “ci sostiene la convinzione che la Provvidenza di Dio non ci abbandona. Non facciamoci dunque derubare la fiducia che proviene dalla fede”.

Tremolada esorta, inoltre , a “vigilare per non dare spazio ad allarmismi che possono provenire da idee sbagliate o informazioni scorrette. Per questo sarà molto importante che ci atteniamo alla valutazione di persone competenti e autorevoli”: da qui, l’invito ai mezzi di comunicazione “ad assumere con responsabilità il loro compito di mediatori corretti e onesti delle notizie e delle informazioni”.

“In momenti come questi”, prosegue il Vescovo, “ci rendiamo meglio conto di che cosa significa essere tutti insieme cittadini e prima ancora essere parte di un’unica umanità. Siamo necessariamente uniti gli uni agli altri, abbiamo un comune destino che ci lega e abbiamo bisogno dell’aiuto vicendevole”.

Per quanto riguarda il rispetto dell’ordinanza in vigore, Tremolada ricorda che le chiese sono aperte, ma l’Eucarestia sarà celebrata, almeno fino a domenica, senza la presenza dei fedeli, preceduta dal suono delle campane. Matrimoni e funerali devono essere celebrati solo con i parenti stretti; restrizioni anche per il Mercoledì delle Ceneri, che dà il via alla quaresima, con cerimonia celebrate senza concorso di popolo.

Gli oratori, inoltre, saranno aperti ed a disposizione di riunioni di piccoli gruppi, mentre i bar al loro interno dovranno chiudere, come tutti gli altri in Regione, alle ore 18:00.

Una situazione di emergenza anche per i fedeli, dunque, con lo stesso vescovo che ammette, in chiusura della sua comunicazione, che “non abbiamo mai vissuto un’esperienza come questa”.

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