Treni con ritardi dai 30 ai 50 minuti e conseguente arrivo posticipato in classe: è quanto denunciano alcuni genitori i cui ragazzi viaggiano ogni giorno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo, che si ritrovano ad entrare a scuola ben dopo il suono della campanella.

Una situazione che è stata notata anche da Alessandro Papale, preside del Liceo Golgi di Breno, ma non solo: sulla questione è intervenuta anche l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Brescia che, sebbene si occupi solo del trasporto su gomma (e quindi degli autobus), chiede a Trenord di fare qualcosa per limitare i disagi.

In una nota diffusa dal Tpl, Claudio Bragaglio, presidente dell’Agenzia ed Alberto Croce, direttore, sottolineano la necessità di una sinergia tra autobus e treni, che permettano agli studenti di arrivare a scuola in orario e di non saltare la prima ora di lezione.

“La situazione sulla Brescia-Iseo-Edolo non risulta essere all’altezza né delle aspettative né delle esigenze contingenti richieste dalla situazione di criticità Covid”, si legge: al Tavolo operativo in Prefettura Trenord non avrebbe mai segnalato questi disagi, limitandosi ad evidenziare solo due casi: uno avvenuto a settembre a Castegnato, quando un treno è stato fermato per sovraffollamento, ed uno venerdì nella galleria tra Marone e Pisogne, quando un treno ha accumulato un’ora di ritardo a causa di materiale sui binari che ne ha provocato l’arresto.

Casi, che però, secondo l’Agenzia del Tpl non giustificano la cronicità dei ritardi. Per questo, Trenord viene sollecitata a trovare delle soluzioni ed eventualmente, quando il servizio non riesce a sostenere la capacità di trasporto, a provvedere con degli autobus aggiuntivi. L’Agenzia del Tpl invita anche la Regione a sostenere il sistema ferro-gomma ed a permetterne un regolare funzionamento tramite lo stanziamento di fondi.

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