Elio Cadei resta in carcere. Il 50enne di Provaglio d’Iseo che il 15 novembre 2015 aveva ucciso la compagna Simona Simonini, di 42 anni, al termine di una serata tra alcol e droga, era stato condannato a vent’anni di carcere. A sei anni dal fatto, i suoi legali avevano chiesto alla Corte di Cassazione che la pena fosse scontata ai domiciliari, adducendo come motivazione le condizioni di salute del loro assistito.

I giudici, però, hanno rigettato il ricorso dichiarandolo “inammissibile”, dal momento che “deve essere considerata la pericolosità sociale del detenuto, valutazione che è essenziale per la decisione sull’istanza di differimento della pena”. Per questo motivo Cadei resta in carcere, dove continua a scontare la sua pena, inizialmente fissata a trent’anni e poi ridotta di un terzo per l’applicazione del rito abbreviato.

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