(Foto da Bresciaoggi)

Sette anni fa, nel giugno 2017, un ultraleggero perse quota e si schiantò in Val Malga di Sonico. Come si ricorderà, il pilota e il passeggero, due cittadini belgi di una cinquantina d’anni, morirono sul colpo. Il recupero delle loro salme e del piccolo aereo, partito dal Belgio qualche giorno prima con destinazione lago di Garda, fu particolarmente complesso. L’aereo e i corpi senza vita vennero ritrovati nei giorni successivi.

Ora è alle battute iniziali il processo per omicidio colposo plurimo, che si sta celebrando a Brescia, dopo le indagini svolte dal pm titolare Carlo Pappalardo, a carico di chi era responsabile della manutenzione, assistito dall’avvocato Andrea Puccio. A quanto si è appreso al centro degli accertamenti tecnici ci sarebbero dei possibili problemi al carburatore.

Davanti ai giudici della seconda sezione penale ieri è comparso, con l’accusa di omicidio colposo plurimo, il 45enne titolare della società belga che si era occupata della manutenzione dell’Fk. Secondo il consulente tecnico l’ultraleggero precipitò a causa di una perdita di potenza dovuta ad una fessurazione di uno dei carburatori, dovuta all’erroneo montaggio di una membrana in fase di manutenzione.

Il processo, ieri, si è addentrato in questioni preliminari, in particolare sulla costituzione di parte civile dei figli del passeggero dell’aereo. Il presidente Luca Tringali ha aggiornato l’udienza al 30 ottobre.

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