Nella notte tra martedì e mercoledì in Valrabbia è scattato l’allarme per una possibile colata detritica. Allarme che, però, è rientrato in giornata dopo un sopralluogo che ha rilevato sì un movimento franoso ma senza conseguenze alla portata ed al deflusso dell’acqua lungo il torrente. Il pensiero è andato a fine agosto, quando a causa delle piogge 300mila metri cubi di materiale detritico sono stati scaricati dalla Valrabbia, mettendo a rischio l’apertura della Statale 42.

I lavori di difesa idrogeologica effettuati di recente sono serviti a scongiurare danni peggiori, ma non bastano: ne è consapevole Gian Battista Pasquini, sindaco di Sonico, uno dei Comuni maggiormente colpiti dal maltempo a fine agosto, che ha condiviso i suoi timori per il futuro con una lettera inviata ai suoi colleghi camuni e che ha condiviso sui social network.

Ho letto notizie e pubblicazioni inerenti la lettera che nei giorni scorsi ho inviato ai colleghi sindaci della Valle…

Pubblicato da Gian Battista Pasquini su Domenica 20 settembre 2020

“Le opere realizzate nel 2015-16 con ingenti risorse pubbliche hanno retto”, ammette Pasquini, che però ricorda anche come “oggi abbiamo l’urgenza di liberare il letto del fiume Oglio dal materiale depositato, alzando il greto di alcuni metri”: un’operazione da non meno di due milioni e mezzo di euro. Per il sindaco, però, non si può “restare perennemente con questa spada di Damocle che, ogni volta, rischia di farci chiudere la 42”.

Da qui la preparazione di una studio di fattibilità per risolvere definitivamente il problema della Valrabbia: “la costruzione di una galleria artificiale a protezione dei circa 400 metri di Statale 42 messi a rischio dalla frana sonicese. Solo un tunnel”, dice il primo cittadino, “potrà proteggere definitivamente la strada dall’urto furioso della Valrabbia”. 

Pasquini, però, ammette anche gli alti costi di realizzazione di un progetto di questo tipo: da qui la necessità di condividerlo con tutto il territorio camuno-sebino. “A rischio”, dice, “c’è l’economia dell’Alta Valle ed anche il suo sviluppo futuro”. In mesi in cui si sta lavorando alle Terme di Pontedilegno, al nuovo demanio sciabile e si pensa alle possibilità offerte dalle Olimpiadi Invernali del 2026, per Pasquini bisogna “unire le forze a tutti i livelli per chiedere questa grande opera, coinvolgendo tutte le forze necessarie”, dalla Regione alla Provincia, passando per il Ministero e l’Anas.

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